Edilizia scolastica nella Città Metropolitana di Messina: oltre 106 milioni di euro per scuole più sicure e moderne

Si è svolta oggi, nella Sala Ovale di Palazzo Zanca, la conferenza stampa dedicata al tema:
“Edilizia scolastica nella città metropolitana – scuole secondarie di secondo grado”,
con la presentazione dello stato dell’arte, dei finanziamenti ottenuti e della pianificazione degli interventi sugli istituti superiori del territorio metropolitano. Nel corso dell’iniziativa è stata inoltre annunciata una nuova adesione al progetto di Buona Amministrazione nell’ambito del percorso strategico “Messina 2027/2032 – Il futuro inizia oggi”, con l’ufficializzazione della candidata dell’ex Soprintendente Mirella Vinci nella lista a sostegno del sindaco Federico Basile. L’Amministrazione ha illustrato un quadro complessivo di 106.812.463 euro destinati all’edilizia scolastica metropolitana:

13 milioni in progettazione,

85 milioni appaltati,

79 milioni con lavori consegnati o in corso,
distribuiti negli istituti superiori della città e dell’intero territorio metropolitano.                                                                                                           «Il 3 agosto 2018 – ha ricordato il sindaco Federico Basile – è la data in cui tutto è cambiato. Con l’ordinanza firmata dall’allora sindaco metropolitano Cateno De Luca, che dispose la chiusura dei plessi non in regola, si è inaugurata una nuova stagione: quella in cui la politica si assume la responsabilità di verificare, decidere e intervenire. Da lì nasce tutto ciò che oggi presentiamo: non reazioni emergenziali, ma un ritorno alla normalità dopo anni di immobilismo.
Da sindaco della Città Metropolitana di Messina sono orgoglioso di poter dire che, negli ultimi 6 anni, abbiamo recuperato ben 106 milioni di euro per gli istituti superiori di tutti i 108 comuni della provincia. Questo risultato è frutto di una visione chiara: programmare, progettare e realizzare interventi concreti per migliorare le scuole dove studiano i nostri ragazzi. Abbiamo avviato lavori di adeguamento sismico, interventi tecnico-funzionali e manutenzione straordinaria, rendendo più sicuri e moderni gli istituti superiori del nostro territorio.” Basile ha sottolineato che il metodo adottato è sempre lo stesso:
«Analisi del problema, progettazione, ricerca dei fondi e realizzazione. Quando si lavora così, i risultati arrivano. Oggi la Città Metropolitana è protagonista di investimenti che permettono a studenti, famiglie e dirigenti scolastici di avere strutture più sicure e adeguate alle normative.» Il direttore generale della Città Metropolitana, Pippo Campagna, ha evidenziato la complessità della fase esecutiva: «Il nostro compito è trasformare progetti e finanziamenti in cantieri reali. Interveniamo in edifici in cui le attività didattiche continuano ogni giorno: dobbiamo programmare con attenzione, limitare i disagi ma agire con decisione. Questi lavori garantiranno sicurezza per i prossimi trent’anni. È uno sforzo enorme, ma necessario.» Salvo Puccio, già direttore della città metropolitana ha ricordato l’origine di questo percorso: «Quando abbiamo avviato la ricognizione nel 2018, la situazione era molto seria: mancavano certificazioni, verifiche sismiche, fascicoli completi dei plessi. Abbiamo candidato ogni possibile progetto: bandi MIUR, PNRR, fondi nazionali. Tutti vinti. È così che si portano risorse importanti in un territorio che per anni non riusciva ad intercettarle.» Puccio ha evidenziato il passaggio decisivo dalla programmazione alla realizzazione: «Oggi la sfida non è più ottenere i fondi: è metterli a terra. E questo richiede scelte difficili – spostamenti temporanei, doppi turni, aule cuscinetto – ma necessarie. Sulla sicurezza non si può arretrare. I numeri di oggi dicono che la strada intrapresa nel 2018 è stata quella giusta.» L’on. Cateno De Luca, in qualità di sindaco metropolitano nel 2018, ha ricostruito con chiarezza il quadro ereditato: «Nel 2018 abbiamo trovato 65 plessi privi di fascicolo completo. Su 65 scuole, 44 non avevano la certificazione antincendio; 51 erano prive di vulnerabilità sismica; 32 avevano impianti elettrici parzialmente conformi; il bilancio era bloccato e la Città Metropolitana era di fatto al capolinea. È su questo scenario che il 3 agosto 2018 firmai l’ordinanza: una scelta dura, ma inevitabile per mettere al centro la sicurezza dei nostri figli.» De Luca ha chiarito che la ricostruzione odierna si basa su documenti ufficiali: «Ogni numero presentato oggi proviene dalle relazioni di inizio mandato e dalle relazioni annuali che abbiamo reso obbligatorie per legge. Sono dati depositati, non opinioni. Chi vuole contestare, lo faccia su queste carte. La mistificazione su numeri e atti è il segno di chi non ha argomenti politici. Messina è oggi un modello nazionale di performance amministrativa, e questo dà fastidio a chi continua a raccontare solo ciò che non va. Ma i fatti dicono altro: in un contesto che era devastato, abbiamo costruito un sistema capace di intercettare oltre cento milioni di euro e avviare cantieri ovunque. Se gli stessi numeri li avesse ottenuti un ente già solido, sarebbe stato normale. Ma farlo partendo dal “campo con le buche” – come dico sempre – è un risultato straordinario.» Infine, De Luca ha sollecitato un cambio culturale:
«Dobbiamo smettere di demolire ciò che funziona. Valorizzare i risultati non è propaganda: è rispetto per la comunità. Questo percorso va completato e serve continuità amministrativa. Per questo dico con chiarezza che un Basile bis è necessario.» Il deputato regionale Giuseppe Lombardo ha sottolineato il cambio di passo rispetto agli anni precedenti alla riforma delle Province: «Per anni si è proceduto con interventi tampone, spesso attraverso mutui. Oggi abbiamo una strategia che intercetta bandi, risorse europee e PNRR senza indebitare l’ente. È un risultato che si traduce direttamente nella qualità dell’offerta scolastica e formativa.» Come di consueto anche oggi nell’ambito del progetto Messina 2027 /2032 si è proceduto alla presentazione di una nuova candidatura.
Si tratta dell’architetto Mirella Vinci. «Ho lavorato trentacinque anni ai beni culturali di questa città, ha affermato Vinci, e so quanto sia difficile ottenere finanziamenti per Messina, spesso svantaggiata rispetto ad altre province. Oggi vedo un’amministrazione che lavora con metodo e risultati concreti. Metterò la mia esperienza a disposizione di un progetto che guarda alla crescita complessiva della città.»

 

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